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Il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria(SAPPE) pubblica nel blog una lettera di risposta rivolta ad Anonymous riguardante i recenti attacchi contro il sito del sindacato di polizia(SAP). Il SAP è stato attaccato Martedi giorno 11 Novembre dopo la vergognosa sentenza sul caso Cucchi e le relative dichiarazioni di Gianni Tonelli, segretario del SAP (già salito agli onori delle cronache per gli applausi agli assassini di Aldrovandi e altre infamie). Questa, la seconda volta che il sito del SAP viene violato, defacciato dal collettivo di hacktivisti e subito rivendicato nei social network ufficiali e nel blog ufficiale di Anonymous Italia.
Gli hacker sono riusciti a sottrarre e rendere pubblico moltissimo materiale relativo al sindacato di polizia: nomi, cognomi, password, indirizzi e-mail, messaggi privati e persino il numero di cellulare di Tonelli, che Anonymous ha subito ironicamente invitato a contattare tramite un tweet.


Sabato giorno 22 Novembre, invece Anonymous dà il via all' operazione "Giornata internazionale contro la violenza della polizia" diffusa con l' hashtag #OpAntiRep, contro gli abusi da parte delle forze dell'ordine.
La campagna è partita in Francia in contemporanea con la manifestazione tenutasi nel pomeriggio a Nantes contro le barbarie della polizia, con particolare riferimento all'omicidio il mese scorso del ventunenne Fraisse Remì e poi si è diramata nella rete raccogliendo il supporto delle comunità di hacktivisti e persone sensibili a queste tematiche di tutto il mondo.

In Italia gli obbiettivi colpiti sono stati i siti legati alla Polizia Penitenziaria e alle maggiori sigle sindacali (www.polizia-penitenziaria.it, www.silpcgl.it, www.consap.org, www.uglpoliziadistato.it, www.siap-polizia.org, www.coisp.it, www.siulp.it, www.poliziaineuropa.com, www.nsp-polizia.it, www.loscudo.net, www.sap-nazionale.org).

La maggior parte dei siti sono stati bombardati da un DDoS, sovraccaricando la banda passante del server, o utilizzando le risorse fino all'esaurimento, quindi rendendoli temporaneamente indisponibili, mentre alcuni sono stati defacciati:

Il sito colpito maggiormente è stato quello della polizia penitenziaria (www.poliziapenitenziaria.it), di cui è stato effettuata la copia dell'intero archivio email e condivisa liberamente sulla rete, a parte aver lasciato la risposta di Anonymous alla recente lettera tra gli articoli pubblicati.
Il sito del SAPPE (www.sappe.it) è stato completamente distrutto e sostituito con uno già preparato per l'occasione.
Probabilmente gli sviluppi di questa grossa operazione si vedranno nei prossimi giorni man mano che verranno analizzati i contenuti dei leaks.

Sappe


Gli Hacker hanno approfittato della giornata anche per rispondere alla lettera della Redazione del sito della Polizia penitenziaria, rivolta a loro e intitolata Cari Anonymous ... :

Siete oggetto delle "attenzioni" di Anonymous perchè siete responsabili e complici di molti omicidi ma non è ancora stata fatta giustizia.

Quasi 1000, sono le morti nelle carceri italiane dal 2002 al 2012 (vedi mappa). Per la precisione 518 sono i suicidi (56%), 183 (20%) sono le morti per malattia,177 (19%) sono le morti in carcere per le quali vi sono indagini in corso.

Si aggiungono le 26 morti in carcere per overdose e gli 11 omicidi. Per un totale di 915 detenuti morti dal 2002 al 2012. Tale conteggio non comprende le morti in questura , Cie(Centro di identificazione ed espulsione), arresti domiciliari.

Le sentenze a cui assistiamo in questi anni sono il fallimento della giustizia italiana.

E' una continua vergogna, che consente ai potenti di autoassolversi.

Nelle nostre carceri, ma a volte nelle celle di sicurezza o negli ospedali  psichiatrici giudiziari, si continua a morire di morte violenta, e troppe volte aleggia il sospetto di una responsabilità attiva o passiva di chi in quei luoghi rappresenta lo Stato. Responsabilità che il  più delle volte non vengono accertate. E quando invece arrivano a configurare ipotesi di reato, i presunti colpevoli rischiano pene risibili e prescrizioni facili. L'Italia, 20 anni dopo aver ratificato  la Convenzione Onu contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti, non ha ancora introdotto nel suo ordinamento il reato di tortura. Reato chiaramente non prescrivibile.

Considerando quanto appena riportato, chi potrebbe davvero giurare che alcuni dei sopra indicati suicidi in carcere non siano stati in realtà omicidi provocati dagli agenti? Del resto in Italia non esiste alcuna legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine e le carceri rimangono luoghi di omertà dove carcerieri aguzzini possono operare senza alcun controllo.

Rilevando questa gravissima situazione richiamiamo la necessità di instaurare una videosorveglianza continua sui poliziotti che lavorano nelle carceri. Anonymous non ravvede in tale misura altro che un provvedimento emergenziale con lo scopo di frenare al violenza poliziesca nelle carceri.

Più precisamente Anonymous rivendica:

Una legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine, che tuteli, al contrario di quanto avviene oggi, chi si trovi sotto la custodia degli agenti.

Una continua video sorveglianza nelle questure, caserme e nelle carceri al fine di garantire la tutela delle persone detenute o sotto la custodia degli agenti. E' necessario ricordare che tale richiesta è posta anche a causa del gran numero di "suicidi" nelle carceri italiane, circostanza che testimonia le condizioni disumane di reclusione e lascia dubbi sulla effettiva condotta della polizia carceraria.

Codice identificativo nelle uniformi e nei caschi e un sistema di  videosorveglianza totale e continuo delle forze dell'ordine in servizio.

Leggi che permettano di espellere dalle forze dell'ordine e di punire adeguatamente chi tra gli agenti si sia macchiato di maltrattamenti, percosse o molestie contro persone in stato di fermo, arresto o comunque sotto custodia.

Fatte queste considerazioni abbiamo deciso di intrometterci nei database delle forze dell'ordine (........), trafugando centinaia di dati personali e allegati. In particolare ci siamo dedicati alla famigerata Polizia Penitenziaria, principale responsabile dei soprusi, spesso mortali ai danni dei detenuti.

Intendiamo così dare una parziale punizione ai fautori delle nequizie che ogni giorno avvengono nelle carceri italiane e mostrare anche l'usurpatore che più si crede sicuro e immune alla legittima ira delle vittime può esser colpito e tremare.


Qualche ora dopo, la Redazione interviene non rimuovendo il nuovo articolo ma limitandosi ad aggiornarlo con una nota:

Ecco l'attacco degli Anonymous: il seguente testo è stato pubblicato senza il controllo e l'approvazione della Redazione. Tuttavia riteniamo di lasciarlo pubblico (come abbiamo fatto anche nel precedente "attacco" degli anni scorsi, per puro spirito di dialogo che abbiamo sempre portato avanti e che ha contraddistinto la ventennale esperienza della rivista "Polizia Penitenziaria Società Giustizia & Sicurezza". La Redazione

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Autore: Antonio Liggieri
Esperto di computer e in sicurezza informatica, webmaster, webdesigner, webdeveloper e webmarketer. Sono il fondatore di WORCOM. Amo l'informatica, le arti marziali e il bodybuilding.


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