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La banda di Lizard Squad mette offline i server videoludici di Microsoft e Sony il giorno di natale. Lento il rientro alla normalità, le conseguenze si sentono e Anonymous prende parte al "gioco" delle accuse e delle minacce

Lizard Squad - un gruppo di cracker che si riteneva tuttavia sciolto o quasi in quanto di recente erano stati arrestati 3 membri grazie all'azione del gruppo hacker Finest Squad, che ha svelato le loro generalità permettendo la possibilità di un intervento delle autorità - aveva promesso che il giorno di Natale avrebbe attaccato e cosi è stato, la banda che ce l'ha con Sony e Microsoft ha mantenuto le minacce formulate nei giorni passati rovinando la giornata a tanti giocatori: PlayStation Network e Xbox Live sono finite offline a causa di un DDoS il giorno di Natale, con un ritorno alla normalità lento, soprattutto nel caso di Sony.

Attacco hacker


Le lucertole hacker hanno subito rivendicato il gesto via Twitter, mentre Microsoft e Sony hanno dovuto gestire il traffico anormale generato dall'attacco DDoS e tentare di ripristinare la connettività il prima possibile per gli utenti delle rispettive console.

Gli utenti di Xbox hanno potuto fare il log-in su Live il giorno successivo a quello dell'attacco, mentre per quelli PlayStation l'attesa è stata sensibilmente più lunga: Lizard Squad, che per l'occasione ha deciso di mostrare una delle sue "facce" in un'intervista, ha spiegato che la difficoltà del ripristino delle connessioni è derivata dal tentativo degli utenti di connettersi tutti insieme. Un vero e proprio secondo attacco DDoS involontario, insomma.

In un'intervista fatta ad alcuni membri del gruppo Lizard Squad non si dichiarano pentiti del gesto, visto che in fondo (a parer loro) si parla solo di console di videogiochi e sembra che i motivi, che hanno spinto questo gruppo a rovinare il natale a moltissimi videogiocatori, siano da ricercare nella volontà di dimostrare l'incompetenza di Sony e Microsoft e la poca sicurezza dei loro sistemi, mentre tra i soggetti che si sono impegnati a risolvere più in fretta il disservizio va annoverato anche Kim "Mega" Dotcom: l'imprenditore-pirata ha tentato di ammorbidire Lizard Squad regalando account premium su MegaPrivacy, il tentativo ha avuto successo ma solo per poche ore.

L'attacco ha provocato anche la reazione di Anonymous che si è spinto a rilasciare una vera e propria dichiarazione di guerra aperta contro Lizard Squad. Le Lucertole, intanto, si stavano preparando al loro prossimo "colpo" contro la rete anonimizzatrice di Tor.

Ma nel caso della rete a cipolla non c'è stato un vero e proprio attacco, quanto piuttosto l'aggiunta di 3.000 "exit node" alla rete, mentre sul fronte Anonymous si conta anche la distribuzione di decine di migliaia di credenziali di accesso per altrettanti account su Amazon, PlayStation, Xbox, Hulu, Walmart e altri. Dividere le responsabilità e i singoli gruppi che si celano dietro il simbolo di Anonymous è al momento inottenibile.

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Autore: Antonio Liggieri
Esperto di computer e in sicurezza informatica, webmaster, webdesigner, webdeveloper e webmarketer. Sono il fondatore di WORCOM. Amo l'informatica, le arti marziali e il bodybuilding.


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