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Non fornisce subito un risultato, ma chiede di stimarlo per ragionamento

Molte persone, fra cui tanti insegnanti di matematica, affermano che l'uso della calcolatrice sia nocivo perché abitua il cervello all'uso di un dispositivo esterno per effettuare i calcoli, lasciandolo inattivo e provocando una sorta di pigrizia matematica. A volte, accorgersi di quanto ciò sia vero non è difficile: molti tendono ad usare la calcolatrice anche per calcoli piuttosto banali, che con un po' di "sveltezza" mentale e di abitudine si svolgerebbero senza difficoltà.
Per ovviare a questa sorta di pigrizia mentale indotta, c'è chi ha pensato di costruire una calcolatrice davvero particolare, chiamata QAMA.

Calcolatrice speciale

Il suo inventore, Samson, un professore del California Institute for Telecommunications and Information Technology di San Diego, ha pensato di mettere a punto una calcolatrice differente da tutte quelle attualmente presenti sul mercato. QAMA, il cui nome altro non è che l'acronimo di Quick Approximate Mental Arithmetic, ha lo scopo non di fornire immediatamente un risultato dell'operazione immessa attraverso i suoi tasti, ma di far ragionare l'utente sull'operazione stessa.
Infatti, una volta inserita l'operazione che la calcolatrice deve eseguire, il dispositivo non fornisce una risposta, ma chiede all'utilizzatore di inserire a sua volta un risultato che possa essere considerato approssimativo dell'operazione richiesta.

Insomma, prima di conoscere la risposta, l'utente è costretto a ragionare sull'espressione immessa, cercando di svolgerla a mente per fornire almeno un risultato il più approssimativo possibile. Se il risultato inserito non è sufficientemente vicino a quello corretto, QAMA chiede all'utente di fare un ulteriore sforzo. Se invece è abbastanza approssimativo, allora QAMA fornisce il risultato corretto.

Sorge spontaneo chiedere a quanto equivale il termine "approssimativo". Samson ha dichiarato che cercare di correlare il giusto grado di approssimazione mentale del risultato fornito dall'utente al tipo di operazione richiesta è stata la parte più complicata dell'intera progettazione di QAMA. Così, a risolvere la questione sono intervenuti complicati algoritmi, che variano di volta in volta il senso di "approssimativo" in base all'operazione da svolgere. Ad esempio, se l'utente chiede di svolgere a QAMA l'operazione 5x6, il risultato che l'utente deve fornire deve essere esattamente quello atteso, cioè 30, con approssimazione pari a zero. Questo perché QAMA presuppone che le tabelline debbano essere note. Qualora si chieda alla calcolatrice di svolgere l'operazione 23 elevato alla 2,1, che è pari a 723,81, QAMA accetta come risultato approssimativo un valore pari a 550, che è una valore un po' più elevato di 23 elevato alla 2 (529). Per coprire la varietà di operazioni richiedibili a QAMA ed adattare i valori approssimati accettati dalla calcolatrice ci sono voluti all'inventore ben 14 anni di ricerca e progettazione.

Oggi QAMA è un prodotto diventato realtà, fabbricato in Cina, il cui scopo è quello di stuzzicare la mente dei giovani studenti. Attualmente QAMA è in uso in tre scuole di San Diego e in una scuola olandese. In tutte le realtà in cui QAMA è stata adottata è stato possibile valutare concretamente dei miglioramenti non di poco conto da parte degli studenti nelle prestazioni di calcolo e nelle abilità matematiche.
E lo scopo dell'inventore è proprio questo: permettere a chiunque di togliere un po' di ruggine dalle abilità di calcolo, evitando che il cervello si atrofizzi e insegnando a ragionare.

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Autore: Antonio Liggieri
Esperto di computer e in sicurezza informatica, webmaster, webdesigner, webdeveloper e webmarketer. Sono il fondatore di WORCOM. Amo l'informatica, le arti marziali e il bodybuilding.


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